furia

 

FURIA

(Documentario, colore/bn, 73’, 2016)

13th MOUNTAIN FILM MEETINGS, Zakopane 2017.

Premio speciale.

Motivazioni Premio Speciale:

Non importa quanto cadi in basso, ti puoi alzare... Il film Fury è un messaggio importante... Il dipinto di Marcello Vai è impressionante. I monologhi dell'eroe sono molto sinceri. Si è ripreso ed è tornato alle sue amate montagne... e queste potrebbero averlo aiutato a riprendersi.

Sinossi

 

Fulvio vive in montagna fin da bambino, con le bestie, lo sterco e il profumo dei fiori, il tempo che non passa mai. Perde due madri a dodici anni. Affidato agli zii cresce in un ambiente violento dove il sole sorge e tramonta davanti ai suoi occhi senza che se ne accorga.

Vent'anni dopo, sconfitti i demoni del passato, vuole camminare con le sue gambe, andare in montagna, correrci sopra. Se ha smesso con la droga e l'alcool può fare tutto, è la testa che conta. E allora può sfidare se stesso: partecipare alla gara di endurance trail più massacrante al mondo: il tor des Géant.

"La sobrietà è quella che può essere la peggiore, ma è la realtà. Io ci dovevo fare questo percorso, sono nato per fare quello che ho fatto sennò non nascevo. Adesso sono diventato dipendente da sport, ma è una bella dipendenza."

Bene o male, sempre diverso

 

Un film che si può vivere ad occhi chiusi, ascoltando la sua voce da montanaro transalpino, incrostata, come il fornello di una pipa, da quattro pacchetti di sigarette al giorno, corrosa dalle migliaia di bicchieri che sono passati di lì. Una voce che nasconde le emozioni, ma racconta cose grandi e terribili.

Un film che si può anche semplicemente guardare, vedendo quello che lui vede con i suoi occhi quando torna indietro nel tempo, in una soggettiva dove si nascondono i suoi ricordi come in un lungo piano sequenza. Un film che si può seguire accompagnando i suoi passi quando affronta il massacrante e seducente Tor des Géants: tante immagini, tanti stacchi, che ci portano su e giù per le montagne, separano il giorno dalla notte, le delusioni dal coraggio, gli abissi dalle vette.

 

Note di Regia

 

Con questo film, che ho chiamato Furia, ho voluto aprire, piano piano, una porta sui suoi ricordi, senza disturbarlo, lasciandolo libero di rivivere i momenti peggiori così come quelli esaltanti, di nascondere le sue emozioni o di sfogarle.

Una testimonianza toccante che inizia quand’era bambino e prosegue ordinata, pacata, quasi a voler contrastare gli alti e bassi della sua esistenza, delle alte montagne e del fondo valle.

Per l’universalità che riconosco in questa storia, nella ricostruzione filmica, ho scelto di dare un significato alle ombre, quelle vere, quasi fantasmi che, all’improvviso, lui sembra vedere. Ombre che rappresentano le sue paure, ma anche simbolo di una realtà rarefatta dal tempo passato, da verità che non esistono, da rimpianti che scompaiono.

La struttura narrativa di Furia è suddivisa in tre periodi. Il primo ripercorre la vita di Fulvio fino ai 35 anni con una fotografia in bianco e nero tagliente e contrastata; la scena, costruita con le opere pittoriche di Patrick Passuello, aumenta il senso di “labirinto” che Fulvio prova rivivendo il suo passato e che trasmette allo spettatore.

Nella seconda parte c'è la voglia del protagonista di uscire dall'ombra e prendere coscienza di una realtà quotidiana che, da sobri, come dice Fulvio, “può non piacere ma è la realtà”.

Il terzo momento del docu-film racconta l'impresa sportiva, la voglia di dimostrare a se stesso di essere capace di raggiungere limiti per lui una volta impensabili, oggi impensabili per la gran parte degli esseri umani: La sfida delle sfide: il Tor des Geants.

Il Tor des Géants

 

Il Tor des Géants è l'ultra-trail più duro al mondo: 330km di alte vie che si snodano tra le montagne più alte d’Europa attraversando l'intera corona alpina che incornicia la Valle d'Aosta. 25000 m. di dislivello in salita e altrettanti in discesa da percorrere in un massimo di 150 ore. Una lotta contro se stessi e gli altri, contro il tempo, i pericoli, gli imprevisti, la fortuna…proprio come nella vita.

CAST & CREDITS

 

Interprete: Fulvio Jeantet

Regia e sceneggiatura: Marcello Vai

Prodotto da: Marcello Vai e Stefano Ceccon

In coproduzione con: Mattia e Stephen Carradore

Fotografia: Alessandro Metere

Montaggio: Stefano Cravero

Musiche: Loris Massera e Giorgio Negro

Post Produzione Audio: Chicco Montrosset

con il contributo di Film Commission Vallée d’Aoste, Silent Media Lab, The Room

Una produzione Moebius Films

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