la bestia umana


LA BESTIA UMANA

(Documentario, colore/bn, 58’, 2011)

Sinossi


Il percorso si snoda lungo i sentieri della Valle d’Aosta, per presentarci la caccia attraverso i suoi protagonisti.

 Terre aspre e affascinanti dove il tempo sembra non avere peso e l’armonioso equilibrio del mondo continua a rivivere nei ricordi ancestrali, attraverso i quali viene costruito l’atavico rapporto fra l’uomo e la natura. Volti, storie, maschere di un mondo altro, che male si sposa con la quotidianità alla quale siamo abituati, fatto di echi lontani che riempiono le valli alpine e che, in parte, conservano la memoria dei luoghi. Una storia crudele ed entusiasmante come la vita. L’eterna sfida tra l’uomo e la natura.


Perché?


Il documentario è un diario di viaggio nel mondo della caccia, il tentativo di uno sguardo "alieno" senza pregiudizi, con l'unica consapevolezza che dietro ad ogni "cacciatore" esiste un nome e una persona che come in ogni lavoro, sport o passione può nascondere una storia e una "filosofia".

Il film è crudo, spietato e non vuole accompagnare lo spettatore in nessun mondo fatato, ma in una realtà  parallella lontano dal caos e dalle automazioni sociali. Un mondo sospeso nella realtà materiale, dove i profumi della natura si mischiano con l'odore delle interiora del animale abbattuto.

L’ambizione del documentario è di raccontare  di Uomini e della loro passione, così come sono e di porre una domanda: se la caccia è crudeltà i mattatoi che cosa sono ?


Durata delle riprese: 5 ANNI ( condizionati, ovviamente, dalla stagione venatoria di circa 4 mesi tra autunno e inverno), durata 60’/70’, colore-B/N, aprile/maggio 2011.

Sangue e Carne


Una delle sensazioni  che ho provato  è quella di uno scambio di vero  rispetto (nella maggior parte dei casi) tra l'Uomo e l'Animale. Con rispetto non voglio parlare solo dell'atto della caccia, ma anche della lavorazione della carne, il rispetto è nel non sprecare il sacrificio della "bestia". Capisco che possa sembrare paradossale, non ho quasi mai visto il gusto del sangue negli occhi di un cacciatore, ma il mix emozionale di soddisfazione per aver "catturato" la preda e quindi la soddisfazione personale per essere stato più bravo, e allo stesso tempo uno strano dispiacere nel vedere la "bestia" abbattuta. Questo è un non senso che trova corpo soltanto in quegli attimi .

Durante la lavorazione del film mi è venuto naturale pensare di chiuderlo con una visione simile ma lontanissiama da quella che avevo seguito, raccontato e condiviso, il mattatoio.

Una catena di sacrifici accompagnati da muggiti  e paura dove la preda viene accompagnata a morire in fila indiana. Ho visto morire più "bestie" in un'ora al mattatoio che non in 5 anni di caccia, e ho percepito un'idea diversa di morte molto più vicina ad un'esecuzione.

CAST & CREDITS


Regia e sceneggiatura: Marcello Vai

Prodotto da: Moebius Films

ColorCorrection: Alessandro Metere

Montaggio: Marcello Vai

Post Produzione Audio: Roberto Passuti


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